15 dicembre

Tra qualche ora mi incontrerò  con i genitori dei bimbi rossi che stanno frequentando la scuola materna con la mia Emma. Dovete sapere che quest’anno su suggerimento delle maestre abbiamo deciso di metterci ingioco e di invertire i ruoli nella classica recita di Natale, quindi saremo noi genitori a fare la sorpresa ai nostri figli con un semplice spettacolo a tema.

Come potete immaginare mettere insieme tante teste e disponibilità diverse non è per niente semplice ma alla fine siamo riusciti a ricoprire i ruoli di tutti i personaggi necessari alla messa in scena del racconto e stasera ci incontreremo per le prime e quasi ultime prove! Credo ci sarà da divertirsi, tornare bambini è sempre divertente ma non sempre facile: crescendo si fa sempre più difficoltà ad abbattere le barriere di serietà che ci siamo sapientemente costruiti ma sono fiduciosa e credo che sarà un’esperienza davvero costruttiva per noi genitori!

Il racconto che abbiamo deciso di animare è “Il pacchetto rosso” di Gino Alberti e Linda Wolfsgruber  uno dei più gettonati da scuole materne ed elementari per il periodo natalizio, on line ci sono tantissime versioni diverse e addirittura copioni già pronti. Noi siamo partiti dalla versione di Le voci della Sibilla lo abbiamo riadattato con personaggi più moderni e vicini alla relatà dei nostri bimbi e questo è ciò che ne è uscito!

STORIA DI UN PACCHETTO ROSSO

 Sono nato e cresciuto in un paese dove, fino a poco tempo fa, la gente non era felice.

Mi ha confezionato, con una bella carta rossa, una dolce nonnina la cui nipotina si chiama Anna.
Una volta pronto, Anna era molto curiosa e voleva sapere che cosa contenessi e per chi fossi e la nonna rispose: “E’ un segreto!”

Il giorno dopo, la mattina presto, io, Anna e la nonna uscimmo e lungo la strada incontrammo il meccanico del paese.
La nonna mi diede al meccanico; lui era incredulo, ma la nonna gli spiegò che gli avrei portato fortuna e felicità ma non doveva aprirmi per nessun motivo!
Così me ne andai con lui che era molto più felice perché, finalmente, si era fatto degli amici!
Mentre ere in giro con il meccanico  incontrai la dottoressa, triste e stanca per il suo lavoro.
Il meccanico la chiamò e mi consegnò a lei come regalo di Natale, dicendo che le avrei portato fortuna e felicità, sempre a patto che non mi avesse aperto.
La dottoressa ringraziò.
Felici mi portò con sé da Antonia, una bambina  malata molto triste perché non poteva uscire dalla sua stanza.
La dottoressa dopo aver visitato la bambina, mi donò ad Antonia, dicendole che sicuramente l’avrei fatta guarire presto, ma si raccomandò di non aprirmi!
Antonia, già più sollevata, mi nascose in un angolo della cameretta in attesa che arrivassero le sue  amichette.
Quando arrivarono, Antonia disse loro che aveva una sorpresa che le avrebbe felici. Disse alle amiche di cercarmi promettendole che sarei andato a casa con chi mi avesse trovato, ma che nessuno mi avrebbe dovuto aprire!

Le bambine cominciarono a cercarmi e dopo un po’ mi trovarono. Cominciarono a tirarmi da una parte all’altra strattonandomi e rovinando al mia bella carta rossa. Che male!
Improvvisamente si sentì un urlo: era il panettiere che aveva nuovamente bruciato il pane.
Lena mi portò immediatamente da lui dicendogli che portavo fortuna, così non avrebbe più bruciato il pane … però non doveva aprirmi.
Il panettiere la ringraziò e, più serenamente, mi portò in panetteria.
Che caldo! Per forza gli si bruciava il pane!
Poi dopo essere diventato più allegro e aver smesso di bruciare il pane, il panettiere mi passò al suo vicino che aveva quattro figli che di notte non dormivano e lo facevano disperare! Gli disse che l’avrei fatto star meglio ma che non avrebbe dovuto aprirmi, altrimenti non avrei portato né fortuna né felicità.

In quei giorni passai di mano in mano regalato a tante persone diverse e mi accorsi che tutti erano più felici dopo aver passato un po’ di tempo con me, mi sentivo speciale e orgoglioso di aver contribuito a portare felicità nel paese.

Finite le vacanze di Natale mi ritrovai in mezzo a un sacco di persone più felici, ma in quel momento vidi in un angolo la dolce nonnina che mi aveva confezionato.
Era triste perché la sua nipotina stava tornando a casa e così le persone che avevo fatto felici mi portarono da lei: che bello, ero di nuovo con lei!
Anna la abbracciò e le disse che aveva ragione: bastavo solo io per rendere felice un paese intero!
Eppure io non ho fatto niente, sono loro che sono diventati più amici!

 

Liberamente ispirata a “Il pacchetto Rosso” di Gino Alberti e Linda Wolfsgruber

Questa è la mia casellina di oggi: tornare bambini per i nostri bambini ecco cosa rende speciale il Natale!

Buona serata

Silvia

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