15 dicembre

Tra qualche ora mi incontrerò  con i genitori dei bimbi rossi che stanno frequentando la scuola materna con la mia Emma. Dovete sapere che quest’anno su suggerimento delle maestre abbiamo deciso di metterci ingioco e di invertire i ruoli nella classica recita di Natale, quindi saremo noi genitori a fare la sorpresa ai nostri figli con un semplice spettacolo a tema.

Come potete immaginare mettere insieme tante teste e disponibilità diverse non è per niente semplice ma alla fine siamo riusciti a ricoprire i ruoli di tutti i personaggi necessari Continua a leggere

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13 dicembre

Oggi ho trovato in rete una storia davvero carina, parla del Natale, ma non quello classico che noi conosciamo, un Natale diverso, africano…ma la cosa che più ha sutpito è che la storia sia stata scritta da una bambina di 11 anni.

Il talento e il buon cuore deve essere condiviso, leggetela ai vostri bimbi, loro capiranno con il cuore l’importanza del desiderio di Natale!

Buona lettura a tutti!

Silvia

C’era una volta in Africa un bambino. Stava tutto il giorno a lavorare nei campi, e la sera giocava con gli amici. Anche in Africa è Natale in questo periodo, e anche lì si avverte un po’ di ansia. Harim, questo era il suo nome, era come sempre a coltivare patate nei campi, guardando il sole alto nel cielo, coperto da alcune nuvole dispettose a forma di caprette e cavalli.

”Harim, Harim! Vieni veloce!”.

Kimen il suo migliore amico, lo chiamava, sbracciandosi e correndogli incontro.

“Cosa fai ancora qui, veloce! Mhaien è molto malata!”

Mhaien era la saggia del villaggio , nonchè nonna di Harim e sua unica parente.

Harim assunse subito un’aria preoccupata e chiese senza muoversi: “Dov’e’?”

Kimen disse all’amico che si trovava nella sua capanna, con una giovane donna che stava cerando di curarla come meglio poteva. Le gambe di Harim si stesero e subito si mise a correre. Delle calde lacrime si disperdevano sul suo viso. Gli occhi appannati distinguevano a malapena la figura snella di Kimen che gli correva di fianco. Arrivati alla capanna, il ragazzo si fece largo tra la gente, e si inginocchiò subito ai piedi del letto, pronunciando frasi africane, per confortare la sua povera nonna.

“Non piangere Harim” gli disse la nonna, vedendo i suoi occhi lucidi. “Non ne vale la pena. Io sono vecchia. Cerca di passare bene il Natale. Non darti pena per me.”

Harim ascoltava la voce della nonna spegnersi, nel pronunciare le brevi frasi.

“Va Harim, vai fuori; tua nonna deve riposare, è molto stanca”. Il ragazzo si alzò e corse via.

Il giorno dopo era la vigilia.

“Harim”, disse Kimen, “tu cosa vorresti per Natale? ” “Niente. Siamo gente povera, senza soldi e senza niente. Il Natale non è cosa per noi.”

“Ma cosa dici, stai farneticando? E’ vero, siamo poveri, ma il Natale e’ per tutti!” disse sorridendo Kimen.

“No” insistette Harim. “Dio non ci ascolta…vuoi vedere? Ecco cosa vorrei: che mia nonna guarisse. Quanto scommetti che ora vado da lei e la trovo come ieri, senza neanche la forza per respirare?”

In quel momento successe una cosa che nessuno avrebbe mai pensato: stava nevicando.

Kimen disse:”Harim secondo me faresti meglio ad andare da tua nonna” ma non fece in tempo a finire che Harim era già un puntino nell’orizzonte.

Harim scostò la tenda della capanna e con sua enorme sorpresa vide la nonna che camminava scalza pregando.

“Nonna ! Stai bene! Evviva!”

“Oh Harim” Sì, sto bene “ Ma c’è una sola spiegazione che giustifichi il fatto che mi sono ripresa da un giorno all’altro: hai sprecato il tuo desiderio di Natale”.

“Come sprecato? ”, chiese chiese sorpreso il ragazzo, guardando la nonna.

“Sì, hai usato il tuo desiderio per aiutare me. Per ringraziarti ti darò il mio. Dimmi, cosa vorresti?”

“Ma quello che volevo l’ho già avuto nonna!!!”

Nel frattempo Kimen mostrò il suo visotto compiaciuto ad Harim, come per dirgli: “Allora, chi aveva ragione? ”

“Sì, Kimen” disse Harim, “Hai ragione, il Natale è per tutti”

Tratto dal sito  Magico Natale

6 dicembre

Manca poco all’8 dicembre, giorno designato per “fare” l’albero di Natale. Forse sarete già alla ricerca degli scatoloni delle decorazioni in cantina o vi starete inventando qualcosa di straordinario per rendere l’albero ancora più bello dell’anno passato…

Ecco perchè oggi voglio regalarvi una storia da raccontare ai vostri bimbi prima di fare la nanna o mentre addobbate l’albero e che racconta come nasce l’usanza dell’albero di Natalescegliete voi! A me è piaciuta molto, e sinceramete vorrei che il mio labero quest’anno fosse bello come quello descritto nella favola ma soprattutto in grado di portare, a chiunque possa varcare la porta di casa nostra, tanta gioia e felicità!

LA LEGGENDA DELL’ALBERO DI NATALE

Una storia narra che, tanto tempo fa, la notte della Vigilia, in un bosco innevato, Babbo Natale, si incontrò con Gesù Bambino con il quale si consigliava sempre sulla distribuzione dei doni. Gesù Bambino si accorse subito che l’umore di Babbo Natale non era lo stesso degli altri anni, e gli domandò: – Cos’è che ti rattrista, amico mio ?- Babbo Natale gli rispose che negli ultimi anni aveva notato una tale mancanza di entusiasmo per il Natale, negli adulti ma anche nei bambini, da fargli passare la passione per il suo lavoro. Il Bambino Gesù approvò con la testa ed assunse un’espressione pensierosa poi disse: – Hai ragione, l’avevo notato anch’io, bisogna trovare qualcosa di nuovo e suggestivo per risvegliare la vera gioia natalizia. Pensierosi s’incamminarono insieme attraverso il bosco bianco. Nella foresta era tutto silenzioso, la luna splendeva chiara e luminosa, tutte le stelle luccicavano, la neve pareva argentata e gli abeti stavano lì, neri e bianchi…. era proprio uno splendore ! Su di un abete in primo piano, la neve fresca creava delle bellissime decorazioni che davano forma a piccoli ghiaccioli sulle punte dei rami che luccicavano al chiaro di luna. Gesù Bambino e Babbo Natale si fermarono a guardarlo  – E’ semplicemente meraviglioso! – esclamarono . – Questa è la soluzione al nostro problema. – Babbo Natale tirò fuori dal suo sacco delle belle mele rosse, le legò a dei nastrini e le passò a Gesù Bambino che le appese ai rami dell’abete facendo bene attenzione a non far cadere le decorazioni di neve. Poi ci appesero anche delle nocciole, dei dolcetti e delle candele accese. Quando ebbero finito si allontanaro di qualche passo e lo guardarono soddisfatti. Ora l’alberello se ne stava lì nella neve, fra i suoi rami innevati facevano bella mostra di sè, le mele rubiconde, le nocciole d’oro e d’argento luccicavano, e le candele di cera ardevano festosamente. Con il suo viso bianco e rosso Gesù Bambino era tutto sorridente e Babbo Natale non era più di cattivo umore. Segarono l’alberello con cura e lo portarono con loro fino al paese dove tutti dormivano. Si fermarono davanti alla casa più piccola , entrarono e lasciarono in dono, l’abete così addobbato; Babbo Natale vi pose sotto tante altre belle cose: giocattoli, dolci, mele, castagne e nocciole . Poi lasciarono la casetta in punta di piedi come erano entrati. La mattina seguente adulti e bambini restarono a bocca aperta, c’ era una tale atmosfera di gioia nella casa come mai prima. Nessun bambino pensava ai giocattoli, ai dolci… tutti guardavano l’ albero con le luci, attorno al quale ballarono e cantarono tenendosi per mano. Quando amici e parenti videro il bell’ alberello, entusiasti davanti ad una tale meraviglia, andarono subito nel bosco per procurarsi un albero anche loro. In breve tempo in tutte le case del villaggio, brillava un albero di Natale, e ovunque si udivano canti e le risa dei bambini. Da lì la tradizione dell’albero di Natale ha fatto il giro del mondo.

Storia tratta dal sito di Rosalba Corallo

albero_natale

Buona serata e buona fiaba a tutti quanti!

Silvia